Dopo quella di Natale, arriva la fuga di Capodanno al CIE di Torino

Seppur non sia stata massiccia come la fuga del 25 Dicembre, l’evasione di Capodanno è riuscita. Stavolta, però, le forze dell’ordine erano preparate alla nuova fuga.  Infatti, dopo l’allontanamento dei 21 tunisini dello scorso Natale, i controlli e le ispezioni delle guardie al CIE di Torino erano aumentati.
Come riferiscono diversi blog, qualche giorno prima era stato trovato un altro seghetto in una cella, da lì il piano dei Carabinieri: una trentina di uomini in antisommossa posizionati fuori dalle sezioni per prevenire qualsiasi tentativo di  fuga e fuori dall’edificio diverse volanti per fermare in tempo eventuali evasi.
Nonostante l’infallibilità teorica del piano, i ragazzi dell’area blu della sezione maschile ci hanno provato e una decina di immigrati è riuscita a scappare dalla struttura. Nella confusione e nella sommossa che nel frattempo era nata, sei di loro sono riusciti a scavalcare le mura. Un ragazzo senegalese è stato arrestato e, anche se rilasciato il giorno dopo, dovrà rispondere delle accuse di resistenza e lesioni. Di altri cinque non si hanno tracce.
Non bisogna dimenticare che la colpa di cui si macchia gran parte dei reclusi del CIE di Torino è la scadenza del loro permesso di soggiorno e la pena da scontare è la reclusione di 18 mesi nella struttura.  Ma la speranza e l’esigenza di libertà non possono restar rinchiusi in una cella così a lungo.

Data: 
Martedì, 3 Gennaio, 2012 - 13:30