Immigrati: fonte di sviluppo

Secondo le statistiche gli immigrati costretti a lavorare in nero sono cinquecentomila.  Basterebbe una loro regolarizzazione per portate nelle tasche dello Stato 5 miliaridi di euro per risanare, almeno in parte, l’economia del Paese. Ne è convita il segretario della CGIL Susanna Camusso che in un’intervista a “La Stampa” afferma che la regolarizzazione degli immigrati in nero “è un modo per avere cinque miliardi senza aumentare il debito pubblico” e aggiunge: ”se si discute di mercato del lavoro bisogna parlare anche di legalità e di sommerso”.
In molti sono convinti che gli immigrati possano rappresentare una grande fonte di sviluppo:  la Fondazione ISMU (Iniziative e Studi sulla Multietnicità) stima che ogni regolare versa seimila euro l’anno, ripartiti in tasse e contributi. Di conseguenza, un’eventuale regolarizzazione frutterebbe tre miliardi di euro annualmente.  Secondo la CGIL il guadagno annuo sarebbe addirittura di un punto percentuale Pil nel triennio.  In un momento storico con pochi precedenti è necessario fare i conti con la sempre più dilagante occupazione sommersa e riconsiderare la posizione di quei cinquecentomila irregolari.

Data: 
Martedì, 3 Gennaio, 2012 - 14:45