Nuova politica migratoria: “Necessaria la revisione della tassa sui permessi”

“Rivedere la tassa sui permessi di soggiorno degli immigrati”. E’ questa la nuova agenda del Governo Monti. Lo hanno annunciato oggi il Ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, e della Cooperazione Internazionale e l’Integrazione, Andrea Riccardi.  Si fa un passo indietro, dunque, rispetto al decreto firmato dagli ex ministri Maroni e Tremonti nel quale si prevedeva un contributo variabile tra gli 80 e i 200 euro per gli immigrati che vogliano richiedere o rinnovare il proprio permesso di soggiorno.
In merito a queste disposizioni, i nuovi ministri affermano che è necessaria un’attenta analisi sulla posizione degli immigrati poiché "in un momento di crisi che colpisce non solo gli italiani, ma anche i lavoratori stranieri presenti nel nostro Paese, c'è da verificare se la sua applicazione possa essere modulata rispetto al reddito del lavoratore straniero e alla composizione del suo nucleo familiare".
Il nuovo annuncio ha trovato il plauso dei sindacati, che avevano invitato più volte il Governo a ritirare il decreto dello scorso ottobre.  Il responsabile Immigrazione della CGIL, Pietro Soldini, è diretto: “Dire che questa tassa sul permesso di soggiorno è odiosa è un eufemismo. E' un furto e non può avere i crismi della legittimità”. Lo stesso fa notare che la norma, in quanto prevede che il 50% degli introiti finanzi il Fondo Rimpatri, contrasta con le convenzioni Oil e direttive europee che proibiscono che le spese per il rimpatrio possano essere addebitate agli immigrati, tanto più a quelli che sono regolari. La presidentessa, Morena Piccinini, ha chiesto ai nuovi ministri di attivarsi “per un incontro con le parti sociali e con i Patronati” per discutere sulle tematiche delle procedure di ingresso e dell’integrazione dei cittadini stranieri.
Il governo, da buona e confermata tradizione, si divide: il Pd si dichiara assolutamente favorevole e, anzi, chiede la totale abolizione della tassa; la solita Lega minaccia che farà di tutto affinché il Governo non elimini la nuova tassa. Il promotore del tanto discusso decreto e esponente della Lega, Roberto Maroni, lancia la sfida: "Dico alla ministra Cancellieri di non azzardarsi a farlo, sarebbe un atto di vera e propria discriminazione nei confronti dei cittadini padani e italiani, un attacco ai diritti di chi lavora e paga la crisi che la Lega non può accettare”. Dall’altra parte, la responsabile del forum immigrazione del PD, Livia Turco, contrasta l’ex ministro, definendo la tassa da lui promossa come “odiosa e frutto di una mania di persecuzione nei confronti degli immigrati” e manifesta la sua volontà di intraprendere un’iniziativa per  abolire integralmente la tassa introdotta dal governo precedente.

Data: 
Mercoledì, 4 Gennaio, 2012 - 20:15