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Seconda accoglienza

IL CENTRO DI ACCOGLIENZA DI VIA MINIO:

A Padova, in zona Arcella, la nostra Associazione mette a disposizione una struttura di seconda accoglienza notturna per uomini adulti detentori di un permesso di soggiorno per protezione internazionale (asilo politico, protezione sussidiaria, motivi umanitari e casi speciali). Quella di seconda accoglienza è una casa temporanea, uno spazio dove progettare la propria integrazione e autonomia, un ponte fra la vita di comunità in una struttura di accoglienza e l’ingresso nella società intesa in senso più ampio.

Fin dal momento della sua nascita, la struttura è stata pensata per chi, ottenuto il permesso di soggiorno, doveva far fronte ad una situazione lavorativa precaria che gli impediva una completa indipendenza: le porte chiuse di chi rifiuta di affittare una stanza, le incertezze di un contratto lavorativo a breve termine… Il nostro Centro di Seconda Accoglienza può ospitare fino numerose persone che, insieme a mediatrice, operatori e volontari, possono pianificare ed organizzare la propria vita, cercare e trovare un lavoro, valutare opportunità formative sia scolastiche che di inserimento lavorativo, migliorare nell’apprendimento della lingua italiana e… tanto altro ancora! Il percorso di ogni ospite viene costruito insieme e monitorato mensilmente tramite un colloquio specifico, che si svolge con la coordinatrice e la mediatrice. Il periodo medio di permanenza va dai 6 mesi ad 1 anno, con 1 mese di prova in entrata; la modalità di accesso avviene sempre tramite colloquio presso il nostro sportello aperto al pubblico (ogni martedì dalle 18.00 alle 20.00, nella nostra sede di via Briosco 11). Talvolta le persone ci vengono segnalate dal Comune di Padova in virtù di una storica collaborazione e di una convenzione nell’ambito del progetto SPRAR, che prevede alcuni posti disponibili presso la nostra struttura.

LA RIABILITAZIONE SU BASE COMUNITARIA:

Negli anni scorsi abbiamo avviato proprio sulla seconda accoglienza il progetto “Un futuro possibile: integrazione sociale di detentori di protezione internazionale utilizzando l’approccio della Riabilitazione su Base Comunitaria”,  nato in collaborazione con l’Associazione Psicologo di Strada, l’Università degli Studi di Padova (prof. Giovanni Grandi) e il Centro studi Jacques Maritain. L’obiettivo del progetto è l’integrazione sociale dei detentori di protezione internazionale ospitati nel nostro Centro tramite l’utilizzo dell’approccio RBC (Riabilitazione su Base Comunitaria) già sperimentato con successo nell’ambito della disabilità.  Elemento fondamentale del progetto è la partecipazione attiva degli utenti nelle diverse fasi dello stesso (si accompagnano i soggetti verso una maggiore autonomia, andando ad attivare le risorse che essi hanno e che possono portare alla realizzazione del lavoro) e il coinvolgimento della comunità circostante.

Partendo da un focus sul disagio, analizzato con una prospettiva antropologica oltre che psicologica, durante i core group di RBC ci si propone di sviluppare insieme processi di integrazione con un approccio bottom up, in cui siano le persone ad esserne protagoniste.

Tramite un approccio globale e integrato, la riabilitazione della persona passa infatti attraverso un ruolo attivo della sua comunità, intesa come spazio di progettazione condivisa, in cui riconoscere le proprie risorse e prenderne consapevolezza. È prevista anche una forma di restituzione alla collettività, mediante lo svolgimento di attività di volontariato, seguendo i principi del welfare generativo.

A differenza di quanto avviene nella prima accoglienza, dove sono gli operatori a guidare gli utenti in un percorso linguistico, giuridico, sociale e culturale, nella seconda accoglienza il percorso è costruito congiuntamente, gli obiettivi e le azioni sono definite dagli ospiti stessi, in un’ottica di partecipazione e responsabilità.

Le tematiche trattate con i nostri ospiti riguardano la formazione, il lavoro, la salute e il benessere, l’autonomia abitativa. Il progetto di Riabilitazione su Base Comunitaria si pone come obiettivo quello di ricercare nuovi modelli di welfare, verificabili e replicabili, basati sulla partecipazione attiva delle persone coinvolte.

Amministrazione