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In cosa crediamo

Arricchimento reciproco

Il nostro intento tramite l’associazione è quello di giungere ad una reale integrazione tra i popoli, a un arricchimento reciproco dato dal contatto con numerose e differenti culture. Per raggiungere questo obiettivo, il primo passo è allontanare la paura e gli stereotipi nei confronti dell’altro, in particolare di chi consideriamo “straniero”.

Tramite il nostro operato quotidiano nelle strutture di accoglienza vogliamo dimostrare, anche a chi è più diffidente, che accogliere non è soltanto uno sforzo ma anche una gioia e che ovunque è possibile far nascere un’amicizia basata sul rispetto della dignità altrui e sulla condivisa aspirazione ad una vita felice. Soltanto quando questa idea si sarà sedimentata in profondità anche nelle menti e nel cuore dei più reticenti, si potrà intravedere la fine delle numerose ingiustizie che molti sono costretti a subire. Parliamo infatti di persone perseguitate e obbligate a lasciare il loro Paese, vittime di torture e situazioni insostenibili, bisognose di un aiuto concreto per ricominciare, di braccia e cuori aperti.

E che invece, purtroppo, in Italia vengono spesso emarginate a causa della propria provenienza, del trascorso personale, del colore della pelle. Crediamo che tutti gli esseri umani abbiano la stessa dignità, lo stesso diritto a una casa, un lavoro, una famiglia. Pensiamo che il credo, il colore della pelle, la cultura e la lingua siano elementi che caratterizzano ciascuno di noi e che la diversità possa essere sorgente di arricchimento reciproco, fonte inestinguibile di bellezza per il mondo. Proprio per questo, diamo il nostro meglio per un mondo in cui il “diverso” non faccia più paura, ma sia riconosciuto come ricchezza e quindi valorizzato. Vorremmo che le persone aprissero gli occhi sulla sofferenza che porta tanta gente a scappare dal proprio paese. Vorremmo arrivare alla comprensione empatica dell’altro, quella che si raggiunge soltanto quando ci si ferma veramente a riflettere cercando di mettersi fino in fondo nei panni di chi abbiamo davanti.