La nostra storia

Il Centro Antonianum e il sogno di un gruppo di ragazzi

Era l’estate del 1990 quando Padre Benvenuto Mendeni SJ, missionario gesuita, dopo dieci anni trascorsi in Ciad rientrò a Padova per ricoprire l’incarico di Direttore del Centro Giovanile Antonianum. Qui trovò un gruppo di giovani universitari della Lega Missionaria Studenti di ritorno da un campo di lavoro in Burkina Faso: in loro riconobbe la sua stessa sensibilità nei confronti delle persone che si trovavano ai margini della società, come le persone migranti, e ne rimase colpito. Fu su sua iniziativa che, quel gruppo di giovani, decise di costituirsi in associazione il 16 novembre 1990. Nacque così Popoli Insieme, il cui obiettivo è da sempre superare la paura e il pregiudizio verso l’altro promuovendo l’incontro e l’accoglienza. Il gruppo di giovani volontari si mise subito all’azione, raccogliendo e accogliendo i primi segnali della pressione migratoria in città. Allora le migrazioni erano diverse e, soprattutto, un fenomeno relativamente nuovo: chi arrivava a Padova proveniva dai Paesi del Nord Africa e dell’Est Europa e, dopo le prime difficoltà, in pochi mesi riusciva a trovare facilmente un lavoro e a costruire il proprio futuro.

Il primo centro di accoglienza notturno aprì le sue porte nella primavera del 1991: i volontari si erano adoperati tutto l’inverno per ristrutturare i locali della Casa del Fanciullo, in vicolo Santonini. Al centro potevano accedere persone migranti di qualsiasi nazionalità, provviste di permesso di soggiorno e con contratto di lavoro, ma in stato di vulnerabilità abitativa. Già allora, infatti, molte persone arrivate in città si trovavano senza un luogo dove trascorrere la notte. Al centro di accoglienza di Popoli Insieme invece, trovavano non solo un letto, ma anche i volontari dell’associazione pronti ad accoglierli a braccia aperte.

Qualche anno più tardi, nel 1994, il centro notturno trovò una nuova sede in via Minio, nel quartiere Arcella, dove si trova tutt’ora.

L’accoglienza ai rifugiati e la Rete Astalli

Dalla semplice volontà di aiutare migranti in stato di difficoltà, l’Associazione giunge nel tempo alla specifica accoglienza di rifugiati politici e detentori di protezione internazionale. Nel 2001 Popoli Insieme entra a far parte della rete territoriale del Centro Astalli di Roma (sede italiana del Jesuit Refugee Service), il cui obiettivo è quello di dare valore al contributo di tutti, portare avanti progetti comuni, lavorare insieme su tutto il territorio nazionale con obiettivi simili e con gli stessi valori: accompagnare, servire e difendere i diritti dei rifugiati. La collaborazione si è consolidata fin da subito soprattutto sul fronte dei progetti culturali, in particolare quelli che coinvolgono gli studenti e le studentesse nelle scuole e la sensibilizzazione della società civile sulle tematiche di interesse comune. La Rete consente all’Associazione di sperimentare nuovi progetti di prima e seconda accoglienza, trasferendo in contesti diversi le buone pratiche già sperimentate altrove. Lo stesso vale anche per le proposte formative e didattiche.

Formazione e sensibilizzazione

Con l’inizio degli anni 2000, Popoli Insieme comincia a proporre attività di formazione e sensibilizzazione nelle scuole del territorio con il progetto Finestre – Storie di rifugiati, ideato dalla Fondazione Astalli. Le attività dell’associazione cominciano a diversificarsi e si delineano così tre diversi ambiti di azione: accoglienza, formazione e sensibilizzazione.
Dal 2003 si celebra annualmente, con un evento dedicato alla cittadinanza, la Giornata Mondiale del Rifugiato. Nel 2005 si tiene anche la prima edizione del Corso di formazione per volontari nei servizi ai migranti, con l’obiettivo di fornire nuovi strumenti e conoscenze sia a chi si avvicinava al mondo del volontariato con le persone migranti e rifugiate per la prima volta, sia a chi già operativo aveva il desiderio di aggiornarsi e approfondire i temi legati al diritto d’asilo e all’accoglienza, nonché al crescente fenomeno delle migrazioni forzate.

Una nuova sfida: accogliere i richiedenti protezione internazionale

Nel 2014, di fronte ad un crescente fenomeno migratorio e alla consapevolezza che sempre più persone attraversavano frontiere di acqua e di terra in fuga da guerre, fame e violenza, ci siamo sentiti chiamati ad agire. Abbiamo deciso di mettere l’esperienza maturata negli anni a servizio dell’accoglienza di persone richiedenti protezione internazionale e, nell’agosto di quell’anno, con nuove professionalità e competenze, abbiamo inaugurato i primi due appartamenti.
Da allora, portiamo avanti parallelamente progetti di prima e seconda accoglienza, per essere a fianco di richiedenti asilo e rifugiati nel loro percorso di inclusione sul territorio grazie ad un’équipe di professionisti e all’inestimabile supporto di volontari e volontarie.

Una storia che continua

Quello che è iniziato come il sogno di un gruppo di ragazzi, è diventato oggi una realtà solidale radicata nella città di Padova e un punto di riferimento per quanto riguarda l’accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati, nonché per la formazione e la sensibilizzazione sui temi legati al fenomeno migratorio, al diritto d’asilo, all’intercultura e al dialogo.
La sola accoglienza, infatti, non è sufficiente per costruire una comunità che sia pronta al confronto, alla conoscenza reciproca e al superamento di stereotipi e pregiudizi. Noi siamo convinti che tutte le persone sono importanti e che, ogni storia così come ogni prospettiva, merita di essere accolta e rispettata. Proprio per questo sono sempre nuove le sfide in cui scegliamo di metterci alla prova, a partire dai progetti locali, nazionali ed europei che ci vedono partner o capofila, nella promozione dell’educazione interculturale e del protagonismo giovanile di volontari, migranti e rifugiati fino ad arrivare a nuovi modi di immaginare i percorsi di inclusione e autonomia per le persone che accogliamo.
Una comunità più accogliente, che sappia superare la paura e il pregiudizio nei confronti dell’altro e valorizzare la diversità e la ricchezza che ognuno porta con sé, si costruisce solo insieme.
Passo dopo passo, tassello dopo tassello, la nostra è una storia che continua.

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