Prima e seconda accoglienza

PRIMA ACCOGLIENZA (CAS)

I centri di accoglienza straordinaria sono strutture individuate dalle prefetture, in convenzione con associazioni come la nostra, secondo le procedure di affidamento dei contratti pubblici. Qui vengono accolte le persone che fanno richiesta di protezione internazionale nel nostro Paese per l’intera durata dell’iter giudiziario. La nostra esperienza, iniziata nel 2014, è cresciuta sia in termini di ospiti e volontari coinvolti, sia in termini di attività integrate e contatti con la realtà territoriale. Con diversi appartamenti diffusi sul territorio padovano, accogliamo famiglie e uomini provenienti soprattutto dal continente africano.

Con quale filosofia?

 
Un’equipe multidisciplinare lavora ogni giorno al progetto di accoglienza e inclusione delle persone accolte.
Crediamo che ogni progettualità parta dal singolo individuo e dai rapporti umani, basiamo ogni azione e ragionamento sui valori del rispetto e della reciprocità. La formula della micro-accoglienza prevede che ogni struttura ospiti un numero limitato di persone che, nel nostro caso, non supera le sei. In questo modo, pur con una presenza costante degli operatori, si consente agli ospiti di vivere una vita autonoma, lavorando insieme per un vero inserimento nella comunità una volta conclusa l’accoglienza.
 

 Cosa offriamo ai nostri ospiti?

 
  • Alfabetizzazione e mediazione linguistica: il percorso di ogni beneficiario inizia con l’apprendimento della lingua, attraverso l’inserimento nei CPIA (Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti), corsi curati da singoli insegnanti o associazioni terze.
  • Informazione e assistenza legale: i nostri ospiti vengono introdotti all’iter per la richiesta di protezione internazionale, preparati all’audizione presso la Commissione Territoriale con il supporto di un avvocato esperto di diritto dell’immigrazione e sono seguiti fino alla conclusione della pratica.
  • Accompagnamento sanitario: oltre a garantire l’accesso ai servizi sanitari, lavoriamo affinché le persone accolte raggiungano piena autonomia nella fruizione dei servizi e nella conoscenza del sistema sanitario nazionale.
  • Orientamento abitativo: una volta usciti dall’accoglienza, gli ospiti dovranno trovare una sistemazione, per questo gli operatori si occupano di formarli e informarli sui vari metodi di ricerca di una casa.
  • Ricerca lavoro: gli ospiti vengono accompagnati nella stesura del CV e nella ricerca attiva di possibili occasioni formative e professionali, imparano a sostenere un colloquio, a leggere un contratto e una busta paga, vengono formati e informati sui diritti e i doveri dei lavoratori.
  • Conoscenza del territorio: le persone accolte sono guidate alla scoperta del territorio e dei servizi, grazie al supporto di operatori e volontari
  • Presenza costante degli operatori per supervisionare, coordinare, mediare situazioni domestiche e affiancare gli ospiti nei momenti di difficoltà.
 

Il valore aggiunto?

 

Affiancando professionalità e competenza a un approccio umano aperto al confronto e basato sull’ascolto, strutturiamo percorsi formativi personalizzati per chi accogliamo. Ogni percorso comprende numerose attività e servizi “collaterali”:

  • affiancamento di volontari per lo studio della lingua italiana e tandem linguistici;
  • alfabetizzazione informatica;
  • attività di giardinaggio negli orti sociali e altre forme di volontariato sul territorio;
  • attività sportive organizzate prevalentemente in alcune strutture e in alcuni parchi di Padova;
  • occasioni ludiche e di socializzazione.
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CENTRO DI SECONDA ACCOGLIENZA

Il sistema di accoglienza istituzionale prevede una permanenza nei centri di accoglienza straordinaria per chi richiede una forma di protezione internazionale, mentre chi ottiene la protezione può essere coinvolto in uno dei progetti di seconda accoglienza, assistenza e integrazione previsti sul territorio.
L’accoglienza istituzionale, però, non sempre risulta sufficiente: per chi esce da questo circuito, infatti, restano ancora molti ostacoli da affrontare. La difficoltà ad accedere al sistema abitativo e la precarietà del lavoro costringono molti rifugiati ad una condizione di fragilità e, spesso, a non avere un luogo dove stare.
Per rispondere a questo bisogno Popoli Insieme mette a disposizione una struttura di accoglienza notturna per uomini adulti (titolari di asilo politico, protezione sussidiaria, per motivi umanitari e casi speciali): una casa temporanea e uno spazio dove porre le basi per il proprio futuro, un ponte fra la vita di comunità in una struttura di accoglienza e la vita in autonomia.

Chi accogliamo e come?

Il nostro Centro ospita molti ragazzi, spesso poco più che maggiorenni, che insieme a mediatrice, operatori e volontari, possono pianificare la propria vita, cercare e trovare un lavoro, valutare opportunità formative e di inserimento lavorativo, migliorare nell’apprendimento della lingua italiana.
Le tematiche trattate con i nostri ospiti riguardano

  • la formazione
  • il lavoro
  • la salute
  • il benessere
  • l’autonomia abitativa

Il percorso di ogni ospite viene costruito insieme e monitorato mensilmente tramite un colloquio specifico che si svolge con la coordinatrice e la mediatrice. Il periodo medio di permanenza va dai sei mesi a un anno, con un mese di prova in entrata.
Al centro di seconda accoglienza si accede tramite colloquio presso il nostro sportello aperto al pubblico, che si tiene ogni martedì dalle 18.00 alle 20.00, nella nostra sede di via A. Briosco 11.

Con quale filosofia?

All’interno della struttura seguiamo i principi della riabilitazione su base comunitaria (RBC): l’approccio, già sperimentato con successo nell’ambito della disabilità, mette al centro la partecipazione attiva degli utenti che vengono accompagnati verso una maggiore autonomia, attivando le risorse di cui essi già dispongono e coinvolgendo la comunità circostante.
La riabilitazione della persona passa infatti attraverso un ruolo attivo della sua comunità, intesa come spazio di progettazione condivisa, in cui riconoscere le proprie risorse e prenderne consapevolezza. A differenza di quanto avviene nella prima accoglienza, dove sono gli operatori a guidare gli utenti, nella seconda accoglienza il percorso è costruito congiuntamente: gli obiettivi e le azioni sono definite dagli ospiti stessi, in un’ottica di partecipazione e responsabilità.

Costruire percorsi individuali di inclusione e autonomia sul territorio per la persone che accogliamo è possibile anche grazie a progettualità finanziate da enti esterni. 

Per scoprire i progetti con focus ricerca lavoro, formazione e inclusione che vedono protagoniste le persone che accogliamo clicca qui!

Anche tu puoi sostenere un rifugiato nel suo percorso
di inclusione e autonomia sul territorio.

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