Progetti conclusi

In afrikaans, una delle tante lingue parlate in Sudafrica, la parola padkos indica il cibo da portare con sé in un lungo viaggio. Il progetto “Padkos: cibo e note in movimento“, sostenuto dalla Fondazione Cariparo nell’ambito del Bando Cultura Onlife, parte proprio da questo concetto per coinvolgere in famiglie migranti residenti a Padova in un percorso di condivisione e storytelling attraverso il cibo e le ninne nanne del proprio Paese di origine. A caratterizzare il progetto sono le iniziative “Cibo in movimento” e “Note in movimento” .  La prima prevede un ciclo di cooking show interculturali online dove, di volta in volta, una persona migrante condividerà e preparerà con le persone collegate da casa una deliziosa ricetta del suo Paese di origine. Qui le date e la modalità di iscrizione ai cooking show. La seconda prevede un’esperienza laboratoriale musicale per genitori migranti e la riscoperta delle ninnenanne del proprio Paese di provenienze che verranno poi registrate e rese fruibili al pubblico tramite QR code.

La pandemia ha avuto un forte impatto soprattutto tra i più giovani che, a causa del distanziamento sociale e della mancata possibilità di frequentare spazi di aggregazione, si sono ritrovati ad avere difficoltà a rapportarsi con i genitori, con i coetanei e a frequentare la scuola a distanza. Questo li ha messi in una condizione di forte vulnerabilità e solitudine.

L’effetto negativo della pandemia è stato ancora più importante per i giovani migranti e rifugiati che, oltre a subire le conseguenze dell’isolamento forzato, non dispongono di una rete sociale radicata a livello locale.

Di fronte a questa situazione è fondamentale che gli educatori e chi lavora a stretto contatto con i più giovani, abbia degli strumenti utili per superare la sensazione di solitudine, promuovendo la resilienza e l’anti-fragilità.

Il progetto europeo “Migrart – Community-rehabilitation through interculture, art and antifragility”, co-finanziato dal Programma Erasmus + dell’Unione Europea, coinvolge sei associazioni giovanili in cinque Paesi: Italia, Belgio, Spagna, Portogallo e Turchia. Popoli Insieme è capofila del progetto, mentre le realtà partner sono Domna, Eceepa, Embaixada da Juventud, IAAD e Red Incola.

L’approccio artistico in MigrArt ha lo scopo di avvicinare alla street-art e alla social art partendo del tema “Isolation/Community” e da una riflessione sulla crisi globale generata dal COVID-19 per trasformarla in un’opportunità: ridurre gli effetti dell’incertezza del presente e del futuro. Per questo è fondamentale la partecipazione di giovani italiani e provenienti da paesi terzi: la creazione artistica è uno strumento per prendere la parola e dà l’opportunità a migranti e rifugiati di raccontare come la pandemia ha influenzato le loro vite, lasciando segnali tangibili sul territorio e fruibili online. Il progetto MigrArt offre ai giovani coinvolti momenti di crescita personale e l’opportunità di acquisire nuove competenze artistiche, mentre gli animatori giovanili possono sviluppare competenze interculturali specifiche e apprendere nuovi metodi di creare comunità.
Per il progetto è prevista un’attività creativa al mese in tutti i Paesi partner del progetto, che coinvolga un gruppo interculturale di giovani e che li metta in condizione non solo di trascorrere del tempo insieme, ma di instaurare relazioni e di esprimersi in modo creativo.

Con quali obiettivi?

 
  • Sviluppo di una raccolta di buone pratiche e di un toolkit per animatori giovanili per sperimentare nuovi approcci e costruire comunità inclusive e interculturali
  • Creazione di un booklet sul tema Isolation/Community con le produzioni artistiche realizzate dai giovani coinvolti, collegate tramite QR-code ai video di approfondimento con pensieri e punti di vista, aspettative future e riflessione sul vissuto durante la pandemia. 
  • Produzione di un murales con il coinvolgimento del gruppo di giovani che verrà collegato tramite QR-code ad un cortometraggio ad opera dei gruppi giovani dei cinque Paesi europei coinvolti nel progetto.
 
 Scopri di più sul progetto sul sito dedicato!

“Tra le terre – Coltiviamo relazioni” è un progetto di creazioni di reti sociali per il benessere e la rigenerazione dei quartieri e dei suoi abitanti attraverso la condivisione di pratiche di solidarietà e sensibilizzazione, capofila è l’Associazione Mimosa con partner l’Associazione Popoli Insieme. Nell’ambito del progetto, Popoli Insieme ha proposto attività laboratoriali a tema “biodiversità/intercultura” nella scuole elementare A. Briosco e un ciclo di tre  laboratori esperienziali per bambini/e nell’orto sociale dell’Associazione al Parco Milcovich.  

 Il progetto è stato finanziato dalla Regione Veneto con risorse statali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Il progetto “Let’s tandem – Volontariato in circolo” propone un’idea di solidarietà ribaltata: 6 tandem (coppie di volontari), composti da un rifugiato e un volontario, verranno ospitati da tre diverse realtà associative padovane: Down Dadi, Alice per i DCA e Associazione Eligere.

Nell’ambito de “La città delle idee” (2020), progetto finanziato dal Comune di Padovachi normalmente beneficia di azioni di volontariato ha la possibilità di diventare volontario a sua volta, mettendosi a disposizione di cause diverse e radicate sul territorio: un’occasione di incontro per sentirsi parte attiva della comunità.  Oltre ad avere l’occasione di trascorrere tempo insieme al di fuori dell’associazione, i volontari hanno potuto conoscere meglio le realtà che li ospitano nella loro attività e che cosa significa fare volontariato. Allo stesso tempo, le associazioni sono state formate ad accogliere volontari con background migratorio.

Prima di prendere parte a questo progetto, i volontari Maria e Mohannad formavano un tandem già da qualche mese: Maria, infatti, insegnante da poco in pensione aveva deciso di impiegare il suo tempo libero supportando Mohannad nell’apprendimento dell’italiano! Il giovane siriano è arrivato in Italia all’inizio del 2020, proprio qualche giorno prima dello scoppio della pandemia e quindi, costretto come tutte e tutti al distanziamento, non ha avuto molte opportunità di uscire e conoscere persone. Dopo tanti mesi di isolamento, questo progetto è stato per lui una bella opportunità da cogliere

“Fare volontariato mi permette di conoscere meglio il Paese in cui sono arrivato e di incontrare persone nuove, ma non è la mia prima volta: in Siria distribuivo cibo e vestiti ai profughi”

La ricchezza di quanto vissuto è evidente a tutte e a tutti: ai ragazzi rifugiati che per la prima volta si cimentano in un’esperienza di questo tipo, ai volontari di Popoli Insieme che si mettono alla prova in altre realtà, ai membri delle associazioni ospitanti che si trovano in una nuova dinamica e infine a chi beneficia delle azioni di solidarietà ribaltata.

Questo progetto, finanziato dal Dipartimento per il coordinamento amministrativo della Presidenza del Consiglio con i Fondi 8×1000 a gestione statale, ha una durata di 24 mesi. Attraverso questa progettualità, Popoli Insieme si propone di 

  •  favorire l’integrazione dei detentori di protezione interazionale adulti nel contesto padovano

In particolare 

  • favorire l’inserimento socio lavorativo dei detentori di protezione internazionale
  • rimuovere gli ostacoli che impediscono di accedere al mondo del lavoro e di integrarsi pienamente (carenza di competenze linguistiche e professionali)

Le attività previste dal progetto sono l’organizzazione di percorsi individualizzati di consolidamento della lingua italiana e uso del pc, creazione di tandem di studio che valorizzi l’approccio uno a uno con i volontari. Focus del progetto: orientamento al lavoro, avvio a tirocini formativi e supporto nell’apprendimento della lingua italiana e dell’utilizzo di strumenti digitali.   

Il progetto “Percorso formativo Aula 162” vede la collaborazione tra Popoli Insieme, Associazione Next e Job Centre e nasce dall’idea di riportare l’attenzione, nel processo di inserimento lavorativo delle persone vulnerabili con focus sulle persone migranti, verso il dialogo e la connessione con il tessuto produttivo ed economico locale, rispondendo tempestivamente e in modo mirato alle esigenze del mercato del lavoro.

Con questo progetto abbiamo partecipato e vinto per il Nord Est la call di UnicreditRoad to Social Change” dedicata ai progetti di sostenibilità integrata, con un forte impatto sociale e che vedono la sinergia del mondo profit con quello del Terzo Settore. 

Il progetto sperimentale “Step Up”, realizzato con il contributo del Fondo Beneficenza di Intesa San Paolo e promosso dal Centro Astalli Vicenza in collaborazione con Popoli Insieme, nasce per rispondere ai bisogni legati al digital divide, particolarmente evidente presso la fascia di popolazione con background migratorio soprattutto nell’accesso al lavoro. In questo ambito, infatti, si avverte il divario esistente tra coloro che hanno accesso ad internet e alle
piattaforme digitali e chi ne è escluso, per ragioni economiche, socio-culturali e di mancanza di competenze dell’uso dei device.  Il progetto nasce quindi per favorire l’inclusione digitale e lavorativa di questa categoria e consentire la fruizione dei servizi online anche collegati al mondo del lavoro.

Progetti conclusi

Comunità resilienti: misure integrate per l’inclusione di persone in condizioni di fragilità economica e sociale” è un progetto nazionale finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali della durata di 18 mesi. Capofila è il Centro Astalli di Roma, in paternariato con l’Associazione Popoli Insieme, il Centro Astalli Palermo, Associazione San Fedele, Associazione Sesta Opera San Fedele, Associazione Comunità Emmanuel, Aquas, Associazione Centro Astalli SUD, Associazione Maranatha, Associazione San Marcellino, Centro Astalli Vicenza, Zedaka, Fraternità della visitazione e il Mulino Onlus.  

Tra gli obiettivi del progetto:

  • riduzione delle ineguaglianze
  • promozione di una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile
  • garantire un’occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti
  • porre fine ad ogni forma di povertà

Popoli Insieme si occuperà di implementare attività di orientamento e sportello per gli utenti raggiunti, di sostegno e affiancamento individualizzato e di avvio a tirocini formativi. Dal punto di vista dell’empowerment, saranno organizzati dei corsi di lingua italiana sul tema lavoro e una mappatura delle realtà produttive, con mediazione socio-lavorativa.  

Tutti i dettagli del progetto disponibili sulla pagina dedicata del Centro Astalli. 

L’80% delle persone che escono dal sistema di accoglienza non possiedono gli strumenti necessari per una ricerca di lavoro autonoma. Il progetto START: Sperimentazioni Territoriali per l’Autonomia e il Rafforzamento delle competenze di Titolari di protezione internazionale vede capofila l’Associazione Popoli Insieme in partenariato con il Centro Astalli di Trento e i due enti Job Centre (Padova) e Consolida (Trento) e nasce con l’obiettivo di offrire gli strumenti necessari alla ricerca lavoro sia agli utenti, sia agli operatori sociali e volontari coinvolti.  

Il progetto, finanziato dal Fondo di Beneficenza Intesa San Paolo,  ha una durata di un anno e si pone l’obiettivo di favorire l’avvicinamento al lavoro e l’inserimento lavorativo di persone a forte rischio di esclusione dal mercato occupazionale e, allo stesso tempo, potenziare la collaborazione tra enti di diversa natura nell’idea di percorsi volti all’empowerment.  

 Il progetto coinvolge direttamente anche gli operatori sociali, che potranno sviluppare e potenziare le loro competenze di orientamento al lavoro e la conoscenza degli strumenti di inserimento lavorativo. Tra gli utenti raggiunti, l’obiettivo è invece promuovere la conoscenza di strumenti di ricerca attiva e orientamento nel mercato del lavoroFondamentale risulta il supporto dei partner Job Centre e Consolida, che renderà possibile offrire una formazione più puntuale e mirata sia agli operatori e ai volontari nella ricerca lavoro, sia agli utenti raggiunti.

Tra gli obiettivi del progetto START c’è la realizzazione di Piani Individuali di Ricerca Lavoro che andranno a promuovere consapevolezza e valorizzazione delle risorse e delle capacità individuali/familiari degli utenti coinvolti, con l’attivazione delle rispettive relazioni e l’assunzione di precise responsabilità. Questo permette di fare un passo oltre la visione duale destinatario-operatore verso una relazione plurale di prossimità che coinvolga, in senso ampio, la comunità e il contesto in cui la persona si trova.  Questa dimensione porta a considerare il welfare come bene comune e, in questo senso, l’innovazione culturale e l’inclusione passano attraverso l’opportunità di generare un apprendimento collettivo e condiviso, attraverso l’esperienza. .

Il progetto “PASSI Avanti: percorsi di autonomia e strategia di sviluppo individualizzate per titolari di protezione internazionale” co-finanziato dall’Unione Europea e dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione vede il Centro Astalli Trento, il Centro Astalli e Popoli Insieme unite in partenariato per costruire insieme ai rifugiati percorsi individuali volti al raggiungimento dell’autonomia con focus sulla ricerca lavoro e la ricerca abitativa.

Il progetto “PASSI Avanti” nasce con l’obiettivo di sperimentare modelli innovativi di promozione dell’autonomia dei titolari protezione internazionale e incentivare così la loro fuoriuscita dal circuito di accoglienza. Di pari passo, promuove l’inclusione sociale ed economica delle persone coinvolte potenziando la rete tra enti privati, pubblici e del Terzo Settore.

Iniziato nel 2020, il progetto vede il Centro Astalli Trento e Popoli Insieme agire in concerto per facilitare l’inserimento lavorativo e abitativo dei destinatari, con particolare attenzione anche all’inclusione sociale ed economica. Gli operatori e le operatrici, mettendosi in dialogo con il mondo del lavoro delle rispettive città, promuovono un inserimento lavorativo stabile affinché i destinatari possano ottenere una reale indipendenza e autonomia.  

I destinatari diventano soggetti attivi di percorsi su misura di inclusione e autonomia, in linea con i percorsi di accoglienza precedenti. Chi non dispone di un alloggio viene inserito temporaneamente in appartamenti condivisi: in questo modo i destinatari hanno la preziosa opportunità di abitare insieme e condividere un pezzo di strada.

Un ruolo chiave è quello delle operatrici e dagli operatori, che hanno la possibilità di potenziare le proprie competenze e che si specializzano nell’accompagnamento dei singoli in uscita dai circuiti di accoglienza. Il progetto si concluderà a giugno 2022.