L’evento conclusivo del progetto europeo EATWISE ci ha dato modo di riflettere sul ruolo del cibo come espressione di cultura, tradizione e inclusione, oltre che come autentico strumento di incontro tra le persone.
Sabato 17 gennaio il Parco degli Alpini di Padova ha ospitato l’evento finale del progetto europeo EATWISE – Empowering All Together With Inclusive Sustainable Eating, promosso da Popoli Insieme in collaborazione con cinque organizzazioni partner europee, nell’ambito del programma Erasmus+.
L’evento, dal titolo “Cibo, culture e cura: nutrire il futuro insieme”, è stato il momento conclusivo pubblico di un percorso durato due anni, dedicato al cibo come strumento di inclusione, sostenibilità e dialogo interculturale.
Il cibo come linguaggio comune
La giornata è stata pensata come uno spazio di incontro e riflessione sul cibo inteso non solo come nutrimento, ma come pratica culturale, sociale e di cura collettiva. Sebbene l’iniziativa fosse rivolta in particolare a professionisti e professioniste della nutrizione, l’evento è stato aperto anche alla cittadinanza, con l’obiettivo di offrire spunti concreti a chi lavora con persone con background migratorio e, allo stesso tempo, di raggiungere nuovi pubblici.
La giornata si è aperta con i saluti e l’introduzione di Leyla Khalil, Coordinatrice dell’Area Culture e Comunità di Popoli Insieme, che ha inquadrato il progetto EATWISE all’interno dell’impegno più ampio dell’associazione per il dialogo interculturale, la sostenibilità e la partecipazione comunitaria.
Nutrizione, cultura e identità
La mattinata è proseguita con un panel di approfondimento che ha messo in dialogo nutrizione e antropologia.
Claudia Penzavecchia e Sara Olivieri, dietiste, divulgatrici scientifiche e co-fondatrici di SNUT – Scuola di Nutrizione Pratica, hanno presentato approcci accessibili, inclusivi e sostenibili all’alimentazione, sottolineando l’importanza di superare modelli rigidi e normativi.
Il loro intervento è stato arricchito dal contributo di Giovanna Palutan, antropologa culturale, che ha evidenziato come il cibo sia una pratica quotidiana profondamente legata all’identità, alla salute e al benessere delle comunità.
Il confronto è stato vivace e partecipato e durante il momento di domande e risposte, sono emerse le esperienze di diverse persone nel loro contatto quotidiano con le persone migranti o con background migratorio.
Sono disponibili le registrazioni audio della mattinata:
Tavola rotonda – Domande&risposte
Teatro, emozioni e convivialità
Un contributo artistico ha arricchito ulteriormente il programma: il monologo teatrale inedito “La Padella Nazionale”, interpretato da Giorgia Mazzucato, attrice, autrice e regista transfemminista. Attraverso ironia e narrazione, la performance ha affrontato temi come cibo, ospitalità e dinamiche sociali contemporanee, offrendo uno sguardo emotivo e simbolico che ha dialogato con gli interventi più scientifici della mattinata.
A seguire, una pausa pranzo vegana e vegetariana, offerta a tutti e tutte le partecipanti, ha concretizzato i valori di sostenibilità, accessibilità e inclusività al centro del progetto.
Giocare, leggere, sperimentare
Nel pomeriggio, spazio alla partecipazione attiva. È stato allestito un Book & Game Corner dedicato agli output del progetto EATWISE, pensato per permettere al pubblico di sperimentare in modo diretto e informale.
Grande interesse ha suscitato il gioco di carte EATWISE, che molte persone hanno provato, confermandone l’efficacia come strumento ludico e accessibile per riflettere su sostenibilità e scelte alimentari consapevoli. Un volontario era presente per spiegare le regole e raccontare il progetto.
Accanto al gioco, è stato possibile sfogliare il Ricettario EATWISE, una raccolta di 30 ricette vegetariane, interculturali e sostenibili, nate da laboratori che hanno coinvolto oltre 120 giovani con background migratorio. Le ricette, accompagnate dalle storie dei piatti, hanno permesso di valorizzare il sapere culinario come patrimonio culturale condiviso.
Tra i materiali dell’evento è stato distribuito anche il QR code da cui poter accedere al Documentario EATWISE, che ripercorre tutte le tappe fondamentali del progetto raccontate dalla voce degli stessi protagonisti.
Cucina dal vivo e saperi condivisi
La giornata si è conclusa con una dimostrazione culinaria dal vivo, realizzata in collaborazione con le associazioni Naturhabilis e Angoli di Mondo.
Jayid Abdellatif, volontario di Popoli Insieme, ha preparato il tradizionale tè marocchino, mentre Simonetta Viviani e Hanane hanno guidato la preparazione della Harira, una zuppa tradizionale marocchina a base di ingredienti semplici e accessibili come cipolle, sedano, lenticchie e ceci, servita con datteri. (Qui è disponibile la ricetta)
La dimostrazione ha mostrato concretamente come sia possibile mangiare in modo sano, sostenibile e culturalmente significativo anche con un budget ridotto.
Durante il momento finale, Valentina Puato, rappresentante di Angoli di Mondo, ha presentato il lavoro dell’associazione e alcuni dei loro prodotti, collegando le pratiche alimentari ai temi dell’economia sociale e del consumo etico.


















