Per molti studenti e studentesse rifugiati/e, l’accesso all’università è solo il primo passo: la vera sfida è trovare un alloggio e sentirsi parte di una comunità. Il progetto Arrupe risponde a questa esigenza: Elisa Gamba, membro del nostro direttivo, ne parla nel suo primo articolo scientifico pubblicato su Epale Journal.
Siamo felici di condividere con un voi una bella notizia: Elisa Gamba, membro del nostro direttivo e dottoranda in Human Rights, ha pubblicato il suo primo articolo scientifico riguardante l’esperienza del progetto Arrupe. Il suo contributo, dal titolo “Per una reale inclusione degli studenti rifugiati: il progetto Arrupe come best practice per le università italiane”, è stato inserito nel numero 16 di Epale Journal on Adult Learning and Continuing Education, dedicato al tema dell’apprendimento permanente per l’inclusione e l’integrazione culturale delle persone rifugiate.
Nel suo articolo, Elisa esplora il modello del progetto Arrupe, una risposta concreta alla difficoltà di trovare casa da parte degli studenti e delle studentesse rifugiati/e. Per molti e molte di loro, infatti, la gioia di aver ricevuto una borsa di studio è subito spenta dallo stress e dalla difficoltà di trovare un alloggio, rendendo più complesso per loro inserirsi nel nuovo contesto sociale e fare rete sul territorio.
Come sottolinea l’autrice, “l’integrazione reale degli studenti rifugiati non si esaurisce nella concessione di una borsa di studio, ma richiede un impegno costante per garantire supporto accademico, psicologico e sociale”. Il cuore del Progetto Arrupe, infatti, è la costruzione di un’esperienza di convivenza dove studenti e studentesse possano sentirsi protagonisti di un percorso formativo personale e collettivo, prendersi cura della propria interiorità e costruire il proprio futuro a partire dalla ricchezza del confronto e dell’incontro con l’altro.
Un altro passaggio dell’articolo evidenzia come “garantire l’accesso all’istruzione superiore ai rifugiati significa non solo riconoscere un loro diritto fondamentale, ma anche creare le condizioni per uno sviluppo personale e sociale che favorisca l’inclusione e la partecipazione attiva”. Questo approccio si allinea perfettamente alla nostra visione: creare spazi in cui il sapere e le storie di ciascuno siano riconosciuti e valorizzati.
Padova, città di lunga tradizione accogliente, è il contesto ideale per il progetto Arrupe: in linea con la campagna internazionale 15by30, che punta a portare al 15% il numero di rifugiati iscritti all’università entro il 2030, Popoli Insieme, che è anche partner del programma UNICORE, contribuisce a un obiettivo globale di inclusione, costruendo un ponte tra il supporto locale e le sfide internazionali.
Siamo orgogliosi di vedere il lavoro di Elisa valorizzato in una rivista scientifica di prestigio e la ringraziamo per aver dato voce, con il suo studio, alle esperienze di tante e tanti rifugiati.
Il progetto Arrupe è possibile grazie alla collaborazione con Collegio universitario Don Nicola Mazza, Collegio Universitario Sacra Famiglia, Antonianum – Centro Ignaziano di Cultura e Formazione, Residenza Messori
Il progetto vede il sostegno per l’anno 2024/2025 della Fondazione Cariparo e di UniCredit.


