MigrArt: buone pratiche e strumenti utili per costruire comunità creative

Nell’ambito del progetto europeo “MigrArt. Community based rehabilitation through interculture, art and antifragility” quattro gruppi interculturali di giovani tra Italia, Spagna, Portogallo e Turchia, si sono incontrati una volta al mese per vivere un’esperienza artistica e creativa diversa. L’obiettivo del progetto è stato superare l’isolamento tra i più giovani in seguito alla pandemia, ricostruendo un senso di comunità con un approccio anti-fragile e creativo. Da questa esperienza e dal confronto costante tra le realtà partner, sono nati tre output dedicati ad animatori giovanili in contesti interculturali.

Negli ultimi due anni e mezzo a soffrire particolarmente la condizione di isolamento forzato sono stati i più giovani e, specialmente, quei giovani che non dispongono di una rete familiare e sociale nel luogo in cui abitano, come i migranti e i rifugiati. Il progetto “MigrArt” è stato ideato nel momento più duro della crisi pandemica, quando le strade erano deserte e le solitudini si facevano di giorno in giorno più profonde. Come superare l’isolamento e costruire una comunità davvero inclusiva, anche in un momento di distanziamento sociale e fisico forzato? Riempiendo gli spazi pubblici con l’arte di strada e costruendo ponti tra le persone attraverso esperienze creative!

Di mese in mese i gruppi interculturali di giovani hanno creato profondi legami di amicizia e hanno imparato a conoscersi meglio, mettendosi alla prova con esperienze sempre nuove e stimolanti. Quello con MigrArt è diventato un appuntamento fisso, che ha permesso a ragazzi e ragazze di ricostruire relazioni e scoprire lati nuovi di sé stessi, tornando a stare insieme fisicamente in uno spazio condiviso. Le foto delle attività svolte sono state raccolte in un Booklet: ad ogni immagine è stato associato un QR code collegato ad una video intervista dove, in pochi secondi, i protagonisti di MigrArt raccontano che cos’ha significato per loro il progetto.

Le attività svolte grazie a MigrArt sono state spesso ideate dagli stessi membri del gruppo interculturale e rappresentano una buona pratica di inclusione attraverso l’arte, la creatività e in particolare il digitale. Prima dell’avvento della pandemia, infatti, questo tipo di attività veniva svolta e pensata esclusivamente in presenza. Una delle sfide di MigrArt è stata provare a costruire opportunità di incontro ed espressione artistica anche in modalità online, per superare insieme un eventuale nuovo periodo di isolamento forzato.

A partire dall’esperienza concreta di MigrArt e di tanti altri progetti in Europa, MigrArt vuole proporre agli animatori giovanili in contesti interculturali strumenti utili per lavorare a fianco di giovani locali, migranti e rifugiati, costruendo spazi di inclusione ed espressione artistica-creativa. Per questo, oltre a raccogliere e raccontare le attività svolte dai gruppi interculturali, le organizzazioni partner (Associazione Popoli Insieme, Domna, Ecepaa, Embaixada da Juventude, Red Incola, Iaad) hanno prodotto due ulteriori output: una raccolta di buone pratiche e il toolkit di MigrArt.

Raccolta di buone pratiche

Per quale motivo si è scelto di utilizzare l’approccio artistico in MigrArt? Come possono l’arte e la creatività promuovere l’inclusione di giovani migranti e rifugiati? Ci sono delle buone pratiche da cui trarre ispirazione in Europa? Per ognuno dei Paesi partner di progetto (Belgio, Italia, Portogallo, Spagna, Turchia) sono state individuate, descritte e riorganizzate cinque buone pratiche (35 in totale) dove l’arte e la creatività si sono dimostrate un potente mezzo di incontro e inclusione.

MigrArt Toolkit

Grazie ad un approccio anti-fragile e basato sulla riabilitazione comunitaria, nel lavoro con i quattro i gruppi interculturali l’obiettivo di MigrArt è stato costruire un ambiente interculturale dove tutti i partecipanti potessero sentirsi accettati e inclusi. Le sei organizzazioni partner hanno collaborato e costruito insieme, a partire dall’esperienze pratiche raccolte sul campo, un toolkit dedicato agli animatori giovanili che lavorano in contesti interculturali. In queste pagine sono raccolti dei consigli, strumenti e proposte di laboratori pratici utili nell’ambito dell’intercultura, della creatività e dell’uso del digitale nel lavoro giovanile.

In Italia, Spagna, Turchia e Portogallo ogni gruppo interculturale ha realizzato un murales collettivo dove ragazzi e ragazze, di ogni provenienza e cultura, hanno potuto rappresentare le loro emozioni, i loro sentimenti e le loro paure, ma anche la loro voglia di riprendersi il futuro e stare finalmente insieme dopo così tanti mesi di distanziamento. La speranza è che tutte le esperienze vissute in questo anno, gli strumenti acquisiti e le riflessioni, possano tornare utili anche a tanti altri animatori giovanili nel loro lavoro in contesti interculturali, per costruire comunità davvero inclusive, attraverso l’arte e la creatività.

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