“Walking with Refugees, Against the Odds” – il rapporto annuale 2025 di JRS

Il Rapporto Annuale 2025 del Jesuit Refugee Service (JRS), dal titolo “Camminare con i rifugiati, nonostante le difficoltà“, racconta un anno segnato da sfide senza precedenti per la solidarietà internazionale.
Il netto calo degli aiuti umanitari da parte dell’amministrazione USA, avviato a gennaio 2025, ha causato il blocco di importanti programmi per milioni di sfollati. A questo si aggiungono conflitti
che continuano a protrarsi e un’emergenza climatica che produce effetti sempre più gravi ed evidenti, che hanno spinto le migrazioni forzate a cifre mai viste prima e aggravato le condizioni di vita di milioni di persone.

Pur in un quadro così complesso, il JRS ha confermato il proprio impegno su più fronti essenziali:
istruzione, salute mentale e sostegno psicosociale; assistenza sanitaria, assistenza legale,
aiuti umanitari d’emergenza; inclusione economica, riconciliazione e costruzione della pace.

Istruzione: l'attenzione alla creazione di ambienti educativi protetti

L’istruzione è certamente uno dei pilastri principali delle azioni che il JRS compie: nel 2025 sono state oltre 477000 le persone a cui è stato garantito un accesso sicuro e inclusivo alla scuola, in particolare bambini sfollati, compresi quelli con disabilità.
Non manca l’attenzione al sostegno psicologico, parte integrante del percorso scolastico.

Sempre più attenzione alla salute mentale

Nel corso del 2025 gli interventi dedicati alla salute mentale e al sostegno psicosociale da parte del JRS non si sono fermati, anzi, hanno acquisito sempre più rilevanza. 
In particolare, è stata riscontrata una maggiore necessità d’intervento nell’assistenza psicologica che viene data alle persone in fuga, poiché è stato registrato un aumento dei casi di tentativi di suicidio, ideazioni suicidarie e decessi, anche tra i minori.

38 progetti per l'inclusione economica

I tagli ai fondi per l’assistenza hanno reso ancora più evidente la necessità di puntare sull’autosufficienza economica di chi è stato costretto a fuggire. Nel corso del 2025, grazie a 38 progetti dedicati, il JRS ha aiutato 55.000 persone a sviluppare competenze professionali e imprenditoriali utili per integrarsi nella propria comunità, riducendo così il ricorso agli aiuti e garantendo uno sviluppo sostenibile.

Come ha reagito il JRS ai tagli dei fondi?

Il JRS ha reagito ai drastici tagli ai finanziamenti del 2025 implementando una strategia basata su decisioni rapide, mobilitazione di nuove risorse e un forte investimento nelle capacità locali.
Le principali azioni documentate nel rapporto sono:
  • Creazione di una Task Force dedicata: non appena sono stati annunciati i tagli, il JRS ha istituito, insieme alla sua rete di partner, una task force per prendere decisioni informate e rispondere quotidianamente ai bisogni più urgenti.
  • Mobilitazione di fondi tramite un appello globale: per compensare la perdita di fondi governativi, il JRS ha lanciato un appello di emergenza, che ha portato alla raccolta di quasi quattro milioni di dollari, permettendo all’organizzazione di restare accanto ai rifugiati nei momenti critici.
  • Coinvolgimento della comunità: il JRS ha accelerato il trasferimento di alcune attività (come il supporto psicosociale a bassa intensità) a rifugiati addestrati e operatori comunitari volontari. Questo approccio, che potremmo definire “fare di più con meno”, punta a costruire competenze sostenibili che possano servire le comunità indipendentemente dalle incertezze esterne. In ambito educativo, le associazioni dei genitori hanno svolto un ruolo vitale nel raccogliere fondi per sostenere gli stipendi degli insegnanti e i costi di gestione delle scuole.
  • Adattamento operativo: Nonostante la chiusura forzata di molti uffici il JRS ha cercato di ripartire sotto nuove condizioni, accettando la sfida di continuare a portare speranza, pur con risorse finanziarie ridotte.

Storie di Resilienza e Speranza

Il rapporto non è solo una cronaca di tagli, ma celebra la capacità delle comunità di reagire.

In Nigeria è stato lanciato un progetto biennale, finanziato dall’UE,  per garantire istruzione sicura a oltre 50.000 bambini colpiti dal conflitto.
In Afghanistan, il progetto “Skilling Circles” ha permesso alle donne afghane di apprendere mestieri artigianali, costruendo dignità e autonomia, nonostante le restrizioni sociali.
In Paesi come Francia, Portogallo e Romania, i programmi di inclusione economica hanno aiutato i rifugiati a trovare stabilità abitativa e contratti di lavoro permanenti.

Il 2025, inoltre, è stato l’anno del Giubileo dei Migranti, celebrato con Papa Leone XIV. Questo evento ha sottolineato il ruolo dei migranti come “missionari di speranza”

Sul fronte politico, infine, il JRS ha lavorato per difendere la Convenzione sui Rifugiati del 1951, che celebra il suo 75° anniversario nel 2026. Il principio fondamentale di questa Convenzione è quello del non-refoulement, che afferma che nessun rifugiato può essere respinto verso un Paese in cui la propria vita o libertà potrebbero essere seriamente minacciate. Purtroppo, in tempi recenti, questo principio è messo in discussione da diversi governi, e va dunque rinnovato e intensificato l’impegno per difenderlo, mettendo in campo giorno dopo giorno un impegno fatto di presenza, ascolto e costruzione di comunità più accoglienti.

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